La linea sottile del cuore

La linea sottile del cuore

May 04, 20264 min read

LA LINEA SOTTILE DEL CUORE: IL FILO INVISIBILE CHE UNISCE DUE MONDI

8 Reasons

Nel suo ultimo romanzo, La linea sottile del cuore, Roberta Rotondi intreccia storie di cambiamento, incontro e rinascita.

Un racconto ispirato a vite reali, che esplora temi profondi come l’immigrazione, i valori radicati e le scelte di vita.

Attraverso i protagonisti — due anime agli antipodi — l’autrice conduce il lettore in un viaggio emozionante, fatto di fragilità e resilienza, dimostrando che anche le differenze più grandi possono trovare una linea comune.


Com’è nata l’idea del tema dell’immigrazione da cui ha origine questa storia?

Ogni mio romanzo è basato su fatti realmente accaduti, perché è proprio da queste vicende reali che traggo ispirazione.

Ho avuto occasione di ascoltare il racconto di un ragazzo egiziano in fuga dai disordini nel suo Paese e di comprendere quanto sia difficoltoso per queste persone sopravvivere. Da questo racconto reale ho creato il protagonista maschile.

Da una cara amica, invece, ho colto il suggerimento di creare una protagonista femminile agli antipodi: una donna che vive lontana dalle guerre, a cui non manca nulla, con un fidanzato avvocato, un buon lavoro e un’eredità importante da gestire.

Saranno proprio le difficoltà di entrambi a farli incontrare, creando un punto di contatto tra due mondi così distanti.


Come credi che il lettore possa riconoscersi nei conflitti vissuti dai personaggi?

Tutti noi, prima o poi, ci troviamo ad affrontare dei cambiamenti.

Così come, che lo si voglia o meno, siamo sempre più spesso a confronto con la realtà dell’immigrazione.

Alcuni lettori potranno riconoscersi nella figura di Cristina: scostante, ambigua e a tratti antipatica, per la sua avversione verso gli stranieri.

Attraverso il suo percorso, però, potranno vivere un cambiamento profondo che la porterà a trasformare il suo modo di pensare, di agire e di relazionarsi con gli altri.


Cosa rappresenta il passato per i protagonisti e per te come autrice?

La nostra storia, le nostre radici, il nostro vissuto… condizionano profondamente la nostra vita.

Per i protagonisti, il passato rappresenta la voglia di riscatto, il desiderio di ricominciare, di lasciarsi alle spalle il dolore.

È la volontà di ricostruire, di recuperare, di non arrendersi.

Il passato è uno specchio: riflette chi siamo e ci guida verso cambiamenti significativi.


L’eccellenza italiana è molto presente nel romanzo: quanto c’è di personale?

Gran parte della storia si svolge in Liguria, in provincia di Imperia, una zona che conosco molto bene e che amo profondamente.

È un territorio ricco di tradizioni e prodotti che rappresentano l’eccellenza italiana nel mondo.

Credo molto in queste realtà, soprattutto quando vengono portate avanti a livello familiare.

Per questo ho scelto di ambientare il romanzo proprio in un contesto autentico come questo.


Il titolo parla di fragilità ed equilibrio: cos’è davvero questa “linea sottile”?

Ho immaginato una linea che unisce.

Un filo invisibile che collega due mondi.

Se uniamo i punti di una linea, possiamo disegnare un cuore — proprio come suggerisce il sottotitolo: “disegnami intorno a te”.

La parola “sottile” rappresenta anche la fragilità del sentimento: qualcosa di delicato, incerto all’inizio, ma che cresce nel tempo fino a diventare forte e indissolubile.

La domanda è:
avrà la forza di unire due mondi…
o è destinata a spezzarsi?


La tua sensibilità verso natura e animali entra nei tuoi libri?

Assolutamente sì.

In questo romanzo, la protagonista è vegana e racconta chiaramente la sua scelta.

Le ambientazioni sono descritte nel rispetto della natura, dell’equilibrio e dell’amore che i coltivatori dedicano alla terra.

Cerco sempre di trasmettere al lettore sensazioni autentiche: la brezza, i profumi, la pace e l’armonia dei luoghi.


Come riesci a conciliare lavoro e scrittura?

In realtà è più semplice di quanto sembri.

Il contatto diretto con le persone e le attività che svolgo nel mio centro sono una fonte continua di idee ed esperienze.

Tutto confluisce in un unico “contenitore creativo” da cui attingo per costruire le mie storie.

Le mie giornate sono organizzate in modo preciso, così da trovare un equilibrio tra lavoro e scrittura.


Come nascono i tuoi personaggi?

In modi completamente diversi.

Alcuni arrivano nei sogni, nel subconscio, dove probabilmente elaboro esperienze personali.

Altri nascono dall’osservazione o da situazioni vissute in prima persona.

Quando prendono forma, iniziano a muoversi, a parlarsi… e a parlarmi.

Portano con sé altri personaggi e creano un mondo.

A quel punto, il mio compito è semplice:
aprire il computer e raccontare ciò che accade.


Conclusione

La linea sottile del cuore non è solo un romanzo.

È un viaggio tra mondi diversi, tra paure e cambiamenti, tra distanza e connessione.

Un invito a guardare oltre le differenze…
e a scoprire quel filo invisibile che, spesso, unisce più di quanto immaginiamo.


Back to Blog